Il Cersaie 2019 si apre in un contesto economico che risente fortemente di una congiuntura politica che, a parere pressochè unanime di molti industriali presenti a Bologna, quantomeno "non aiuta investimenti e atti di coraggio da parte delle aziende a medio/lungo termine". Se poi aggiungiamo la situazione, politica ed economica, della locomotiva europea, la Germania, il quadro non induce all'ottimismo; tanto più se anche l'industria tedesca (facciamo riferimento qui nello specifico alle aziende che fanno riferimento al settore arredamento nel suo insieme) inizia a ragionare in termini di "prezzo". 

Un prologo necessario, a nostro parere, per affrontare con maggior cognizione di causa anche temi apparentemente slegati da quanto sopra detto, ovvero il design, il colore, le forme e le funzioni. Fatte salve le dovute eccezioni (di cui parleremo nei prossimi articoli), la fantasia, l'iperbole, la "provocazione" (che non è raro trovare, ad esempio, durante la Design Week di Milano) sembra lasciare il campo ad una "solidità progettuale" quasi senza fronzoli, frutto di precise indicazioni delle aziende, indicazioni trasmesse a designer e architetti e da loro raccolte pienamente. Una solidità che, per alcuni oggetti (qui facciamo il caso dei miscelatori) lavora molto sulla sottrazione, sull'affinamento. Attenzione, però: con questo non s'intende una sorta di "progetto di serie B", portato in fiera in attesa di tempi migliori! Il lavoro progettuale è serio, studiato nei minimi particolari, con innovazioni funzionali anche importanti. Abbiamo scelto come paradigma la linea Q30 di Rubinetterie Treemme, inserita nel trittico delle novità aziendali (con le linee 28MM e T31); Q30, disegnata da Marco Pisati e sviluppata tecnicamente da Giampiero Castagnoli, propone dei miscelatori realizzati, in esclusiva temporanea, con una cartuccia di piccole dimensioni, ad oggi la più piccola del settore. 

 

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