Non è un libro semplice da leggere questo di Maurizio De Caro. Anzi, non è nemmeno un libro: è un Trattato sull’architettura come comunicazione umana. Un trattato che richiede i “tempi necessari”...

I tempi che secondo Maurizio ci devono riportare ad un pensiero che “sfida se stesso su piani nobili e cognizioni sconosciute”. E il Tempo (con la maiuscola) è uno dei protagonisti del Trattato, un Tempo invocato, di volta in volta, come antidoto alle Breaking News dal respiro corto, dai tentennamenti delle mode. Ed è allora il tempo, scrive Maurizio, di buttare lì, anche in modalità politicamente scorrette, una pietra angolare (e non filosofale!) per provare a ri/definire il concetto e il futuro di Architettura. Una pietra/teoria che, scagliata nell’oceano indifferente di suoni e parole “faccia male”. Forse, anche così si potrà rispondere al perché “facciamo una sedia nuova ma non sappiamo perché dobbiamo farla”.

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